Trekking delle Cinque Terre


Tra mare e montagna, le Cinque Terre offrono scenari indimenticabili … le ho percorse dal sentiero di crinale all’andata, per tornare dal meno impegnativo sentiero di costa che permette di toccare i cinque paesi.

Vernazza, Cinque Terre - foto©GabriellaBerlanda
Vernazza, Cinque Terre - foto©GabriellaBerlanda

Un trekking di due giorni tra mare e monti ammirando paesaggi mozzafiato … il trekking delle Cinque Terre unisce i piaceri della montagna ai paesaggi marini in un ambiente unico. Ho scelto di seguire, all’andata il sentiero di crinale, o  sentiero rosso o "Alta via delle Cinque Terre" con segnavia n. 1, è lungo una quarantina di kilometri ed inizia a Portovenere per arrivare a Levanto, da zero metri s.l.m. a 800 mt.

Sono partita dalla piazza di Portovenere fino a raggiungere la cava di Canese del marmo Portoro e la strada che porta al forte Muzzerone. Dopo aver seguito per un po' la strada asfaltata, ricomincia la salita lungo il monte Castellana passando per un boschetto di pini sono giunta alla Sella Derbi a 190 mt, ed ho proseguito in salita lungo le pendici a mare del Monte Castellana fino alla cima del crinale dove un vecchio molino a vento segnala l'inizio di Campiglia, che ho raggiunto passando a fianco della chiesa di Santa Caterina fino alla piazzetta (2h circa). Da qui, salendo tra i vigneti, sono arrivata ad una pineta dove comincia una strada sterrata che si snoda fino alla Rocca degli Storti tra lembi di pineta più fitta. Subito dopo incontrata la cappella di Sant’Antonio, ho  proseguito nella pineta mantenendomi quasi in piano nel bosco e toccando il Monte Fraschi fino a raggiungere la radura del Colle del Telegrafo a quota 513 mt (1h 30’ circa).
Dal colle del Telegrafo, il sentiero entra nella macchia e nella pineta, passando a valle del forte Bramapane o Verrugoli fino al bivio Bramapane, dove terminano le strade asfaltate dal Monte Parodi e da Carpena. Qua ho prenso la strada sterrata per il versante costiero del monte Verrugoli, e proseguito fino alla Sella La Croce a 637 mt. Ho continuato salendo verso il monte Galera a 726 mt, che si costeggia attraversando un castagneto fino al monte Capri a 785 mt. Proseguendo sotto il crinale, ho superato la sella che lo divide dal Monte Cuna, e sono scesa fino all'avvallamento del monte Marvede a 666 mt (2h circa).
Attraversando un bosco di pini e castagni ho aggirato il Monte Santa Croce lasciando la valle del Gaggiolo sulla destra. Il sentiero si avvicina alla ‘strada dei Santuari’, continuando fino alla località Termine (542 mt) sulla strada provinciale Pignone-Colle di Gritta, della quale si percorre un chilometro e mezzo fino al santuario della Madonna Di Soviore e scendendo per altri 2 km si arriva al Colle di Gritta a 330 mt (1h 30’ circa).
Dalla pineta del colle di Gritta, sono salita al Monte Mulinelli arrivando al monte Rossini a 465 metri e si scendendo per la Sella dei Bagari, ho poi seguito il sentiero che tocca il crinale del monte Focone verso Punta Mesco. Da qui sono giunta alle rovine della chiesetta di Sant’Antonio e la vicina ex stazione militare per la navigazione del Semaforo. Raggiunti i terrazzamenti di Casa Lovara, a Casa Nuova e al rio La Gatta, ho aggirato il promontorio di Rocca Spaccata proseguito fino a Case San Carlo. Da qui sono scesa fino a riprendere il sentiero a gradoni che porta a Levanto. Raggiunto il castello sono scesa sul lungomare (3h circa) … così, dopo circa 10 ore, si è concluso il primo giorno di cammino.

Il giorno successivo, raggiunta Monterosso in treno, mi sono rimessa in cammino lungo il sentiero di costa o sentiero azzurro che unisce i cinque paesi delle Cinque Terre in un facilissimo percorso con vista mare.
Dall’albergo Porto Roca ho seguito la camminata marittima sulla scogliera, da cui si comincia la salita tra i vigneti, alternando ripide scalinate a stretti tratti in pianura. Il sentiero segue il crinale della collina e continua in una valle di oltrepassando un ponticello a schiena d’asino in pietra. Aggirato un contrafforte, ho passato il Rio Molinaro e raggiunto un punto di sosta attrezzato da cui inizia la lieve discesa che porterà fino a Vernazza, con punti panoramici indimenticabili come a Scoglio del Frate o Punta Linà. Il sentiero discende bruscamente verso l’abitato, offrendo viste da cartolina fino a raggiungere la strada principale di Vernazza (2h circa).
Attraverso stretti carrugi sono arrivata alla mulattiera che porta a Corniglia, vicino alla torre superiore delle fortificazioni di Vernazza.  Qui  si sale con vista mozzafiato tra vigneti prima e agavi, fichi d’india, euforbìe arboree poi ho attraversato  un oliveto in parte coltivato, e ho raggiunto la frazione di Prevo a 220 metri. Il sentiero prosegue in leggera discesa con vista su Corniglia fino alla Punta di Montenero, e della sottostante spiaggia di Guvano, dove il sentiero si restringe e scende bruscamente fino ad incontrare un punto di sosta attrezzato. Riprendo a salire, per poi ridiscendere di nuovo e attraversare il rio Canaletto su un ponte a schiena d’asino in pietra. Poi un altro rio, e risalendo per i vigneti fino alla chiesa di San Pietro sono arrivata a  Corniglia (1h 30’ circa).
Dalla chiesa di San Pietro di Corniglia sono tornata sul sentiero azzurro, verso la lunga scalinata di 377 gradini che porta alla stazione dei treni. Ho continuato lungo la strada litoranea parallela ai binari, che segue la sommità del muraglione di contenimento della ferrovia. Quindi ho attraversato la zona del Villaggio Europa e proseguito fra il versante collinare e il mare, sulla lunga ma stretta spiaggia di Corniglia. Il sentiero passa per la vecchia galleria in disuso di valle Asciutta, che scavalca con un tornante, e riprende quindi in lieve salita, superando una collina al di là della quale si vede già Manarola. Risalito il promontorio di Punta Buonfiglio ho continuato fra i muri a secco, fino a incontrare  il cimitero e scendere nell’abitato arrivando dalla suggestiva passeggiata a mare pedonale “Polaedo” verso la strada principale di Manarola (1h 30’ circa).
Dalla strada principale di Manarola si va a percorrere il tratto più famoso del sentiero azzurro, la “Via dell’Amore”, una passeggiata pedonale intagliata nella roccia e aperta sul mare. Il percorso inizialmente si caratterizzata per le argilliti, poi dall’ “arenaria di Riomaggiore”. Il tratto successivo è interessato anch’esso dalle formazioni stratificate di arenaria, più sottili qua, e dallo stesso tipo di vegetazione. Arrivati ad un promontorio roccioso, il percorso cambia direzione e si dirige verso l’interno, raggiungendo la stazione ferroviaria di Riomaggiore. L’ultimo tratto di sentiero è aperto sulla scogliera e aggirato l’ultimo sperone roccioso, si lascia la vista sul mare e si entra in paese (30’ circa).
E qui, dopo circa 5h 30’, si conclude il mio secondo giorno di trekking … treno e ritorno all’auto con, nel cuore, ricordi di paesaggi unici e indimenticabili.

(testo Gabriella Berlanda)