Pizzo San Salvatore - Monte Maggiore(CE)


Pizzo San Salvatore (Monte Maggiore) ed eremo di San Salvatore e della Madonna di Fradejanne, nell'Appennino Casertano

Pizzo San Salvatore - foto©PaoloMilan
Pizzo San Salvatore - foto©PaoloMilan

Sulla strada da Formicola (CE) verso Rocchetta e Croce (statale SP270) si arriva a Croce (580 m. circa), un piccolo paesino oramai quasi del tutto abbandonato malgrado una piazza rifatta in stile moderno. Si Parcheggia e si prende la salita a fianco della piazza (cartello indicatore con tempi, consigli etc.) si sale attraversando il paese e poi diritti fino a un bivio con cartello indicatore, si prende a sinistra (senso di salita) e si sale per bel sentiero gradinato nel bosco (una via Crucis fino all’eremo di S. Salvatore). Dopo circa 20 min. si arriva a un cartello che ci avvisa della possibilità di andare a vedere la grotta di San Michele (circa 15 min. per la deviazione) si continua e in breve si arriva all’eremo che sembra risalire all’anno 1000 (40 min. dall’auto); la vista è molto bella così come l’eremo che merita una visita, tipica è anche la roccia che lo sovrasta che da alcune posizioni sembra un Buddha. Si lascia l’eremo e si ritorna fino al cartello indicatore che si trova poco sotto e che ci avvisa del sentiero che porta verso l’eremo di Madonna di Fradejanne, prendiamo per questa direzione e dopo meno di 10 minuti troviamo un altro cartello che ci avvisa della deviazione che porta in vetta al Pizzo S. Salvatore (comporta qualche facile passaggio su roccette e qualche passaggio esposto per cui va affrontato solo da chi è pratico di sentieri EE e si trova a proprio agio su questo tipo di terreno; fino al 2015 il sentiero era poco segnato recentemente, io l’ho percorso nel maggio 2016, è stato segnato anche troppo togliendo quel qualcosa di magico tipico dei sentieri “selvaggi”).

Si prosegue per ripida traccia che sale il bosco sovrastante il cartello fino ad arrivare ad una dorsale (vedi nota 1) da qui si volge a destra (senso di salita), si percorre un breve tratto in piano per poi risalire ripidamente e passando qualche roccetta (1° grado massimo) si arriva a un punto panoramico, si prosegue rientrando nel bosco e seguendo l’evidente traccia, due passaggini su roccette ci portano subito sotto l’anticima (croce metallica), si scende per una rampa ben segnata fino ad arrivare alla forcella fra anticima e cima, qui si riprende a salire su roccette ed erba fino a un diedrino di 4-5 metri (punto più impegnativo ma non supera il 1° grado), poi si prosegue per cresta e si arriva in breve alla cima del Pizzo S. Salvatore 1037 m. dove –purtroppo- esistono due baracche di lamiera diroccate e resti di batterie e pannelli solari buttati li. Il panorama è bellissimo, la sensazione di isolamento anche… insomma è uno dei percorsi più belli che abbia fatto nel casertano. Si ritorna per il sentiero fatto in salita fino alla dorsale qui abbiamo due possibilità:

  1. La più facile è scendere per il sentiero fatto in salita fino al cartello indicatore e continuare poi verso l’eremo della di Madonna di Fradejanne, si passa una falesia di arrampicata e poi si scende dolcemente fino a un bivio (cartello di legno a terra) da qui si prosegue diritti in salita per l’eremo oppure si prende a sinistra e in discesa per tornare a Croce.
  2. Questa deviazione è una mia “scoperta” ovvero penso di aver aperto una via più selvaggia per completare la dorsale e arrivare a un’altra cima. Invece di scendere si prosegue diritti per la dorsale (da qui in poi non ci saranno più segnavia ovviamente) facendosi strada fra la vegetazione rigogliosa ma mantenendo una traccia ben visibile, quando la traccia si stacca dalla dorsale per portarsi marcatamente a sinistra si prosegue diritti per il bosco, qui il terremo è ripido e franoso, in 2 minuti si è sotto un saltino di rocce, una sorta di canilino che è il punto più facile (non scendere a destra pericolo), si risale il facile saltino e si è sulla cresta formata da blocchi accatastati, si rimonta un masso (passaggio di 2°) poi facilmente fino a dei blocchi invasi dalla vegetazione, si poggia a sinistra (a destra la parete precipita verticale per un bel salto visibile mentre si sale al Pizzo A. Salvatore) si lotta con gli arbusti e si ritorna appena possibile sulla cresta, segue qualche metro facile e poi si arriva a un masso da rimontare (meglio stare a sinistra) e con una spaccata si supera l’intaglio per arrivare a un altro masso, infine si arriva a una sorta di forcella boscosa, la si attraversa restando sulla destra e per tracce (qui arriva la traccia che abbiamo preso sulla dorsale e poi abbandonato per seguire la cresta rocciosa) si rimonta fino alla cima fatta di lastroni, bellissimo il panorama anche da qui. Si ritorna all’inizio della cima o alla forcella boscosa e si segue una traccia che porta nel bosco che è alla destra della cima (senso di salita), presto la traccia scompare nei rovi e si scende ripidamente fino a trovare il sentiero che porta  all’eremo della Madonna di Fradejanne, a poca distanza dal cartello di legno.

Proseguiamo diritti e in breve (15 min) siamo all’eremo stupenda la posizione, torniamo sui nostri passi e al bivio del cartello di legno scendiamo per bel sentiero nel bosco, attraversiamo una radura con felci giganti e arriviamo a un bivio presso una croce, prendiamo a sinistra e continuiamo a scendere nel bosco e poi per una zona di erosione, entriamo nel paesino, passiamo sotto un portico e poi lo attraversiamo fino alla macchina (4 ore circa).

DIFFICOLTA': E se ci si limita al percorso degli eremi, EE per la cima del Pizzo, EEA con la variante.
PERIODO: bellissimo nei periodi freddi ma visto il bosco è possibile farlo in qualsiasi periodo, non si trova acqua ne’ punti di ristoro.

(testo Paolo Milan)