Monte Bianco - Via Normale Italiana


Partendo da La Visaille in Val Veny, si sale il Monte Bianco lungo la Via Normale che, con 3210 mt di dislivello, conduce in vetta

Monte Bianco
Monte Bianco

Il Monte Bianco la più elevata vetta d´Europa e raggiunge i 4810 mt. La cima può essere raggiunta da vari versanti, con due vie normali dall´Italia, quella dal Rifugio Torino per il ghiacciaio del Gigante e quella dalla Val Veny, per il ghiacciaio del Miage e il Rifugio Gonella. Viene qui descritta la salita per la via normale italiana dal Rifugio Gonella con discesa in traversata fino al Rifugio Torino attraverso il Ghiacciaio del Gigante, è una lunga traversata impegnativa dal lato psico-fisico e tecnico, data la lunghezza e la quota anche superiore ai 4000 mt.

Percorso:
La salita al Rifugio Gonella avviene attraverso la morena del lungo e piatto Ghiacciaio del Miage (dislivello 1420 mt).
Dalla sbarra di La Visaille che si trova lungo la strada della Val Veny, seguire il sentiero che taglia la strada fino al Lago di Combal. Da qui si prende il sentiero dietro al bar Miage che porta sul filo di cresta sinistro (destra orografica) della morena del Ghiacciaio del Miage, da seguire con tratti affilati fino al suo esaurimento presso un grosso masso. Da qui spostarsi a destra verso il centro della morena in direzione di un ometto di pietre e, cercando con attenzione gli scarsi e poco visibili ometti, risalire con scarsa pendenza la morena di massi e ghiaie.
Si passa attraverso alcuni enormi massi, portandosi sulla cresta della morena centrale, da seguire fin dove si esaurisce sul ghiaccio scoperto percorso da rivoli d´acqua. Traversare il ghiacciaio con obliquo verso sinistra, con qualche crepa, in direzione di una parete rocciosa e continuare al centro del ghiacciaio poco pendente e piatto.
Ritornare verso destra sulla morena da risalire verso destra, uscendo di nuovo sul ghiaccio, qui con traccia più evidente. Attraversare verso destra un ponte su un grande crepaccio, salendo cul pendio roccioso ed erboso di fronte, in cui sono presenti dei bolli gialli e una traccia di sentiero. Risalire per tratti ripidi e facili arrampicate, alcuni tratti sono attrezzati con catene e scalette di ferro. Risalire un lungo e pendente nevaio, con obliquo verso destra, poi per altri tratti attrezzati, passi di I grado e massi si raggiunge il Rifugio Gonella.

Dal Rifugio Gonella seguire la traccia che taglia il pendio roccioso su cui sorge il rifugio e con qualche saliscendi in breve porta alla pista sul ghiacciaio del Dome. Si supera quasi subito un largo crepaccio per un ponte affilato.
Si continua per la traccia a volte poco marcata aggirando con svolte vari crepacci e superandone direttamente alcuni, risalendo il lato sinistro del ghiacciaio. Si risale un pendio ripido e si supera una terminale giungendo ad un pianoro solcato da un enorme crepaccio di circa 10 m di larghezza, su cui è posta una scala di legno orizzontale ben ancorata da attraversare carponi, senza farsi impressionare dai 20 m di vuoto sottostante! Risalire quindi un ripido pendio che poi con traversata verso destra porta ad un colletto (Col des Aiguille Grises) da cui si risale la cresta prima di neve e poi di rocce rotte e sfasciumi per un centinaio di metri, finché la cresta non ridiventa di neve e ghiaccio e con un tratto aereo ed affilato porta ad un pianoro sotto al Dome du Gouter.
Risalire direttamente il pendio che sale alla calotta del Dome (4306 mt) e da qui seguendo una traccia con dei paletti scendere al Col du Dome, dove si congiunge la via normale francese. Risalire per ripido pendio alla Capanna Vallot (4362 mt).
Attraverso un pianoro ci si porta all´inizio della cresta delle Bosses, da risalire con percorso a svolte nella parte inferiore e poi a destra del filo di cresta della prima gobba e lungo la cresta della seconda gobba, con impressionante veduta sullo scivolo della parete N del Bianco. Lasciare a destra delle rocce affioranti e continuando per l´affilata cresta, prima in salita e poi in piano, si giunge sulla cima a forma di larga cresta orizzontale.

Per la discesa, dalla cima scendere verso sinistra (parte opposta da cui si è saliti) il pendio NNE direttamente e per un breve tratto ripido si arriva ad un vasto plateau. Proseguire quindi sempre con discesa diretta giù per il ripido pendio del Mur de la Cote (100 m fino a 35°) che porta al grande plateau del Col de la Brenva, in cui badare bene a tenersi a sinistra, lontano dalle enormi cornici che a destra sono sospese sul Ghiacciaio della Brenva. Attraversare il colle, risalendo sotto il pendio N che sale alla cima del Monte Maudit (4468 m).
Lasciando a destra la traccia per il Mont Maudit risalire con un breve arco ad una spalla: il Col du Mont Maudit (4354 m), da cui si scende per ripido pendio gradinato con corda fissa (pendenza 40°). Scendere il pendio tagliando la traccia a svolte o seguendola se la crepaccia terminale è aperta, seguendo poi la pista che con un lungo arco prima in piano e poi in leggera salita porta al crestone W del Mont Blanc de Tacul, circa a quota 4100 m.
Da qui si sale banalmente in leggera salita alla cima (4268 mt). Dal crestone scendere direttamente o per svolte il versante Nord del Tacul, scendendo un facile canale gradinato fino al bordo di un seracco di circa 25 m di altezza. Traversare verso sinistra su cengia di ghiaccio stretta, sotto la parete superiore del seracco, fino al lato sinistro in cui si scende dentro una spaccatura (camino) nel ghiaccio di 10 m circa, gradinata e con due corde fisse ancorate in modo poco sicuro. Lungo la cengia sono presenti dei paletti di legno per calate in doppia, non molto raccomandabili. Alla fine del camino passare il crepaccio parzialmente chiuso e proseguire in discesa diretta al pianoro del Col du Midi.
Seguire la pista che scende al Ghiacciaio del Gigante, traversando sotto il versante N del Tacul, oppure portandosi alla pista che scende dal Rifugio Cosmiques, in modo da evitare un largo crepaccio chiuso ma insidioso. Scendere il Ghiacciaio del Gigante, saltando varie crepe e poi in piano giungere alla zona di crepacci al centro del ghiacciaio. Attraversarla con cautela, crepacci molto larghi e ponti di neve insicuri data l´ora del pomeriggio in cui ci si arriva. Se il percorso è precluso da ponti crollati tornare indietro e prendere la traccia che sotto ai satelliti del Tacul risale al Grand Capucin, attraversando la grande crepacciata superiore con vari zig zag, salendo al bacino superiore del ghiacciaio che presenta lunghe e strette fratture. Traversare tutto il bacino verso sinistra in leggera discesa, sotto la Tour Ronde e alla fine risalire il lungo pendio che porta verso il Col Flambeau, da cui saltando qualche crepa si arriva al Rif. Torino.

Note:
La via normale italiana è una salita in spettacolare ambiente glaciale, che richiede ottima preparazione ed allenamento per affrontare ghiacciai, crepacci e cresta aerea nella parte finale. E' consigliabile informarsi al Rifugio Gonella su eventuali variazioni del percorso di salita, dovute ai naturali cambiamenti del ghiacciaio

ZONA: Val d’Aosta - Alpi Graie, gruppo del Monte Bianco
PARTENZA: La Visaille (1650m) -Val Veny - Courmayeur
DISLIVELLO SALITA: 3210 mt
TEMPO TOTALE DI PERCORRENZA: circa 18h (NB: i tempi sono sempre indicativi e soggettivi)
PUNTI DI APPOGGIO: rifugio Gonella (3071m), capanna Vallot (4362m)
DIFFICOLTA': EEA, AG, PD+
ATTREZZATURA: scarponi, caschetto, ramponi, imbrago, corda, picozza, moschettoni, chiodi da ghiaccio

(ricerca: Kristian Guala - fonte: vienormali.it)