La Val Vogna


La Val Vogna, valle laterale della Valsesia che parte da Riva Valdobbia è disseminata di piccoli villaggi Walser

val vogna
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La Val Vogna, valle fluviale, particolarmente selvaggia, stretta e incuneata tra le montagne, è attraversata dall’antica strada che per secoli ha collegato Riva Valdobbia con Gressoney e la Francia, luogo di transito di molti emigranti che per secoli hanno varcato il Colle Valdobbia in cerca di fortuna. Un territorio con una natura selvaggia ma amica, in cui l’antropizzazione si fonde equilibrata con gli elementi naturali. La valle è disseminata di splendidi borghi dalla caratteristica architettura Walser e da numerosi piccoli oratori di notevole importanza storico-culturale.
Il percorso tranquillo e quasi pianeggiante che caratterizza il primo tratto del sentiero fino alla frazione Peccia, lascia posto ad una salita più impegnativa ma agevole dopo il ponte di Napoleone, che conduce alla piana dell'alpe Larecchio, che che un tempo ospitava un grande lago glaciale e che oggi è un poetico specchio d'acqua circondato da prati e boschi di larici. Poco più in là trova posto il piccolo agriturismo omonimo, fiore all'occhiello dell'accoglienza in Valle Vogna. 

Il percorso 
Da Riva Valdobbia, all'ingresso del paese, si segue la strada che sale a destra di fronte al cimitero e si raggiunge la frazione Ca’ di Janzo (m. 1354), porta della Val Vogna, dove è necessario lasciare la macchina, poiché per transitare sulla strada oltre questo punto è necessario un permesso rilasciato dal comune; si superano i piccoli villaggi di Cà Piacentino (m. 1361), Cà Morca (m. 1378), Cà Verno (m. 1387)e si raggiunge la località S. Antonio (m. 1381), con la bella chiesa e il posto tappa GTA omonimi. Da qui parte la strada sterrata che costeggia il solco del torrente Vogna, contrassegnata dal segnavia n.1, che percorre la Valle Vogna.
Raggiunta la frazione Peccia la strada sterrata termina diventando un sentiero fino all'Alpe Larecchio (90' da Sant'Antonio), dove in estate c'è un agriturismo aperto.

Varianti e collegamenti
Proseguendo dall'Alpe Larecchio è possibile spingersi fino all'Ospizio Sottile (mt. 2480): un tortuoso sentiero molto soleggiato porta in circa h.1.30 al Colle Valdobbia, sul confine con il versante Valdostano, dove è posto lo storico edificio, oggi rifugio ospitale e ben attrezzato. 
Da Cà d' Janzo (mt. 1354) imboccando il sentiero n. 10, in mezz'ora, si arriva invece alla frazione Selveglio (mt.1536) e da qui percorrendo un falsopiano di possono toccare tutte le frazioni alte della valle: Oro (m. 1510), Cà Vescovo (m. 1466), Rabernardo (m. 1453), Cambiaveto (m. 1499), Piane (m. 1511), Peccia (m. 1529) e La Montata (m. 1739) per immergersi in un percorso davvero esemplare per arte, architettura e paesaggio