il Pizzo di Gino


Il Pizzo di Gino, la più alta vetta delle Prealpi Comasche, è una piramide rocciosa da cui si gode un panorama straordinario sulle Alpi

Pizzo di Gino - foto©MarcoCodazzi
Pizzo di Gino - foto©MarcoCodazzi

 

Da Menaggio si segue la strada per Porlezza, poco prima di Piano Porlezza si prende la deviazione per la Val Cavargna e si sale fino a San Nazzaro, in località S. Antonio e si segue la strada asfaltata che al termine della pineta giunge a Tecchio, dove si parcheggia nelle piazzole ai lati della strada.

Dai bungalow si segue la strada che costeggia Il Sasso (q. 1437 m) e si segue fino al Rifugio Croce di Campo (q. 1739 m). Il percorso può essere accorciato seguendo le tracce di un sentierino che sale in linea retta il costone. Poco prima di giungere al rifugio, una stradina quasi pianeggiante prosegue verso l’Alpe Piazza Vacchera (q. 1774 m), proprio sotto la parete Sud del Pizzo di Gino.
Poi, senza percorso obbligato, si attraversa un piccolo torrente e si sale fino all’evidente sentiero che attraversa tutto il versante della montagna. Il Sentiero prima di arrivare sulla cresta Sud compie alcuni tornanti e prosegue verso Ovest Nord Ovest, fino a una larga dorsale. Da qui seguendo senza problemi questa dorsale erbosa, si raggiunge una spalla.
L’ultimo tratto di cresta diventa roccioso e un poco affilato, ma sempre facile in condizioni normali conduce in vetta al Pizzo di Gino (2245 mt) da dove sono visibili quasi tutte le maggiori vette dell’arco alpino  dal Monviso dino al Gruppo dell'Adamello, ad eccezione del Monte Bianco che rimane nascosto dietro il Monte Rosa.
Per il rientro si fa lo stesso percorso dell'andata.

NB. ad inizio stagione o dopo le prime nevicate autunnali, è utile portare piccozza e ramponi. Il Rifugio Croce di Campo non è sempre aperto ed è di proprietà del Comune di San Bartolomeo Val Cavargna.

Tempo di percorrenza: 3h 30' - 4h
Difficoltà: EE

(testo Marco Codazzi)