Ferrata Simone Contessi, Monte Due Mani


La Ferrata Simone Contessi si sviluppa lungo il versante sud del Monte Due Mani, in Valsassina

Ferrata Simone Contessi - foto©MarcoCodazzi
Ferrata Simone Contessi - foto©MarcoCodazzi

Parcheggiata l’auto si raggiunge in circa 10' di ripido sentiero,che durante la salita si ritrova spesso,l’inizio della ferrata -900mt ca.- segnalato da una targa  con dedica a Simone Contessi. Si superano agevolmente le prime facili roccette  raggiungendo a breve una prima paretina  levigata da superare con l'aiuto della catena,si esce alla sinistra e ci si trova alla base di una seconda parete più lunga ed impegnativa ma stavolta attrezzata anche con staffe metalliche che aiutano a guadagnare rapidamente quota rispetto all'attacco. Si traversa in obliquo,esposti a sinistra,per superare un salto roccioso con un passaggio piuttosto insidioso al di là di uno spigolo. Si esce su una traccia di sentiero che ci porta alla  seconda  sezione della ferrata. Si sale in verticale lungo roccia appigliata e si superano alcune facili roccette  e ci si ritrova a percorrere il sentiero  che costantemente accompagna la ferrata e rende così possibile abbandonare quest'ultima in diverse occasioni indicando di volta in volta la duplice possibilità.
Il sentiero porta all'attacco della terza sezione della via che dopo un iniziale traverso  devia  in verticale con esposizione piuttosto sostenuta e con alcuni passaggi anche spettacolari si risale una parete impegnativa e il breve diedro finale . Nuovamente lungo il sentiero,si risale un pendìo erboso  in direzione della quarta sezione attrezzata rappresentata da un breve spigolo  che si supera con una divertente arrampicata usando meno la catena rispetto alle sezioni precedenti della via. Ci si ritrova rapidamente a percorrere un lungo sentiero che inizialmente perde la quota guadagnata  con il tratto precedente, poi aggira la parete e si risale un canalino erboso e con un tratto in  cresta ci porta alla base della quinta sezione ovvero una bella parete  inizialmente piuttosto tecnica ,poi più appoggiata  con un esposto e bel traverso nella parte centrale. Inizia un lungo sentiero anch'esso in gran parte attrezzato con un breve tratto piuttosto ripido che raggiunge la sesta sezione piuttosto breve costituita da una placchetta; pochi metri in cresta e si affronta la settima sezione piuttosto facile essendo costituita da alcune "innocue" roccette.
Di nuovo su un pendìo erboso e arriviamo all'ottava sezione che richiede però un discorso a sè in quanto il livello di difficoltà risulta essere senz'altro superiore al resto di tutta la via così come un'evidente  targa segnala  e quindi è richiesta un'adeguata valutazione da parte di ciascuno prima dell'attacco anche perchè non è assolutamente obbligatorio proseguire lungo la parete attrezzata in quanto il sentiero  l'aggira sulla destra. La parete,attrezzata sia con cavo che catena ed in alcuni punti con provvidenziali pioli e gradini,copre un dislivello di circa 30-35mt e la si attacca inizialmente attraverso una cengia che permette dapprima di aggirare verso sinistra un prominente tetto,poi risalendo molto faticosamente sempre verso sinistra, si arriva ad un terrazzino dove si riprende fiato e concentrazione. Ora si supera con notevole sforzo una paretina,si traversa di nuovo la parete verso destra con abbondante utilizzo del gioco di aderenza e si affronta quindi l’ultimo esposto salto,grazie alla presenza quasi indispensabile di alcuni gradini metallici. Si sbuca presso un pianoro erboso dove giunge anche il sentiero,da qui a breve si raggiunge la vicina parete attrezzata,nona sezione, che non ha le caratteristiche di difficoltà del tratto precedente ma richiede comunque un certo impegno. A prima vista la placca sembra piuttosto levigata ma una volta "attaccata" si trovano più appigli del previsto,si attraversa una pianta della quale si sfrutta la presenza come appoggio e si affronta un passaggio un pò delicato anche con l'ausilio di una staffa in forte esposizione arrivando in pochi metri nella parte alta del torrione roccioso. Inizia una lunghissima camminata in cresta in gran parte ancora attrezzata alternando traccia di sentiero a facili roccette che porta a superare più 300mt di dislivello. Da notare che al termine della cresta,poco prima del raggiungimento della cima si incontra quella che può essere considerata la decima sezione della via ferrata così come anche indicato su un masso  ma quest'ultima risulta sinceramente di poca utilità in quanto porta a risalire e ridiscendere un salto roccioso ormai negli ultimi metri dell'escursione quando sicuramente si ha poco desiderio di saliscendi vari quindi risulta consigliabile aggirare in quota direttamente sulla sinistra quest'ultimo tratto attrezzato raggiungendo a breve al croce sommitale a 1656. Bel panorama verso il gruppo della Grigna e la sottostante Valsassina. 

La discesa con ritorno,ovviamente all'auto,può essere effettuata principalmente tramite  2 differenti vie. La prima consiste nel ripercorrere a ritroso il sentiero che in buona parte costeggia la ferrata e che si è talvolta percorso in salita. La seconda soluzione è indicata per chi vuole compiere un escursione ad anello e si tratta di ridiscendere di pochi metri dalla cima sempre dal lato di salita ritornando così al termine dell'ultima sezione attrezzata e,guardando a valle,prendere il sentiero di sinistra che passa sotto la cresta sommitale e scende da prima per prati per poi perdersi talvolta nella vegetazione boschiva in direzione della strada asfaltata passando per un vecchio alpeggio abbandonato presso il quale si tiene la destra. Lo stesso sentiero lo si può intercettare proseguendo dalla cima lungo la cresta seguendo poi,in discesa,le indicazioni per Maggio (segnavia n.22). Purtroppo la soluzione ad anello è caratterizzata dal fatto che si ritorna sì sulla sede stradale per Morterone ma a circa 4km a monte rispetto all'auto.

(testo Marco Codazzi)