Ferrata Eterna (o Brigata Cadore) – Marmolada


La Ferrata Eterna, o "Brigata Cadore", non è la classica ferrata che porta ad una vetta panoramica, ma ad una Zona Monumentale, testimonianza della Grande Guerra.

Ferrata Eterna - foto©Paolo Milan
Ferrata Eterna - foto©Paolo Milan

In auto si possono scegliere due strade per arrivare al passo Fedaia: o da Rocca Pietore (comodo per chi come me arriva dal bellunese) o da Canazei (per chi arriva dal Trentino). Davanti al rifugio Fedaia (proprio alla fine della salita al passo per chi arriva da Rocca P.) c’è un gran piazzale parcheggio ove si lascia l’auto.

Subito sopra il parcheggio c’è la pista da sci che si risale (indicazioni per ferrata) fino ad un tornante ove si lascia la pista e si risale fra roccette e ripidi prati con resti di reticolati della Grande Guerra, si arriva a una forcelletta ove si mira alla parete con targa,seguendo i bolli rossi sempre presenti (1 ora circa all’attacco).

Il primo tratto della ferrata è il più difficile, siamo a lato di una fessura diagonale e la ferrata segue questa direttrice, il cavo è ben teso ma non ci sono altre facilitazioni tranne in una fessura su cui tre staffe aiutano il passaggio leggermente strapiombante. Vi sono diversi traversi molto duri anche per la scarsità di appoggi, se bagnati o con vetrato la roccia diviene molto scivolosa. Dopo 20-30 minuti si esce da questo primo tratto per entrare in una zona di placche che si risale, in realtà questa parte è semplice ma risulta eterna e può stancare. Alla fine della placconata arriviamo in cresta, da qui il paesaggio della Marmolada diviene stupendo e ripaga della fatica fatta. Da qui la ferrata si mantiene in cresta o poco sotto, poco dopo una guglia si passa con una spaccata un profondo intaglio e poi si prosegue con traversi alternati a brevi salite fino a sbucare sulla cresta che si percorre. Sembra di essere vicini alla Punta Serauta ma è un inganno, si continua a scendere e salire per caminetti, placche e cenge fino a ritornare in cresta, da qui si scende poco oltre per un diedro ( staffe e gradini metallici aiutano la discesa) che ci porta a una cengia che si percorre fino a risalire un breve camino che ci porta a una zona ricca di gallerie di guerra, qui si arriva comodamente dal secondo troncone della cabinovia e infatti ci sono spesso molti turisti, in pochi minuti si arriva alla stazione della cabinovia.

Per la discesa si può optare fra due possibilità (una terza è esclusa perché la discesa attrezzata al vallone d'Antermoia non è più percorribile).

Prima possibilità prendere la funivia e scendere a Malga Ciapela da qui con il bus o con una seconda auto si risale a punto partenza (informarsi ultime corse della funivia e del bus). La seconda possibilità è scendere per la pista da sci (tenendo conto che soprattutto all’inizio ci sono spesso tratti di ghiaccio vivo che richiedono spesso l’uso di picozza e ramponi), si mira per traccia verso la stazione superiore dello skilift e da qui per strada si scende al parcheggio.

Nota conclusiva: affrontare questa ferrata solo con tempo stabile considerando che in caso di temporali si trasforma in un enorme parafulmine.

Dislivello: 800 m.
Tempo percorrenza: ferrata 5 ore

(testo Paolo Milan)