Cresta est del Paione (prealpi venete)


La Cresta est del Paione, un'escursione per esperti con sentiero di salita praticamente inesistente, non segnato, su pendi ripidi ed erbosi con salti rocciosi.

Cresta est del Paione - foto©Paolo MIlan
Cresta est del Paione - foto©Paolo MIlan

Si raggiunge con l’auto il paese di Schievenin, frazione di Quero (BL), si può parcheggiare verso la fine del paese appena oltre il torrente c’è un evidente spiazzo per il parcheggio, oppure all’inizio della palestra di roccia ci sono scarse possibilità di parcheggio.
Si prosegue a piedi fino a una placca di roccia attrezzata chiamata roccia della scuola (è appena oltre il torrente e nei pressi di una casa restaurata appena a fianco della strada asfaltata). Qui si traversa il torrente appena prima della placca, la traccia è evidente poiché funge da sentiero di discesa dai torrioni, si prosegue per ripida salita, dopo circa 100 mt di dislivello incontriamo un bivio, qui il sentiero principale si allontana dai torrioni per entrare nella valle (sentiero dei boscaioli), lo lasciamo per prendere la ripida traccia che fiancheggia i torrioni, trovando anche qualche spezzone di corda nei punti più ripidi.
Arrivati alla base dell’ultimo torrione (il terzo) ci si tiene a destra (nel senso di salita) e senza tracce si sale ripidamente fin dove si intuisce la cresta, la si risale per ripidi salti aiutati dagli alberi fino a dove cala la pendenza, siamo sopra l’ultimo torrione (qui si intuisce che sarebbe possibile anche salire dalla sinistra forse con meno pendenza). Dalla cresta si vede la stradina che percorre la valle  questo ci dà la sicurezza di essere sul posto giusto. Ci manteniamo sempre sul filo di cresta, subito si incontra un primo salto di roccia (4-5 m.) lo si prende alla spaccatura centrale e lo si risale, si continua fino ad arrivare ad una spaccatura, con una spaccata traversiamo e superiamo il piccolo gradino roccioso reso un po’ infido dall’erba secca.
Si continua ripidamente e si arriva ad una zona con opere di taglio degli alberi (da qui è possibile interrompere e portarsi verso la strada che si intravvede nella valle che sta alla nostra sinistra (tracce di passaggio dei boscaioli). Si sale la cresta ora più sottile e si arriva a un salto roccioso che si aggira sulla sinistra su ripide tracce e risalendo alle spalle del salto ci si porta verso l’ultimo è più temibile salto di roccia, alto circa una decina di metri; si traversa verso destra sulla crestina e si arriva a un insperato spiazzo (molto usato dai camosci) che domina la sottostante Val Perisella. Qui si deve prestare molta attenzione per la forte esposizione, si risale per roccette un canalino erboso che ci porta alla sommità del salto, si prosegue sul filo salendo un roccione e scendendo alla sottostante cresta affilata, la si percorre tenendosi sul lato sinistro con attenzione, si passano più facilmente gli ultimi saltini e si è alla fine delle difficoltà.
Da qui la sommità del Monte PAione è ben evidente, la si raggiunge per ripidissimo prato stando vicini all’estremità destra della cresta (attenzione a non sporgersi il vuoto sotto è impressionante e il terreno franoso). Ore 2,30-3 Dalla vetta la vista domina sulla vallata, monte Peurna, la cresta del Monte Santo e ai monti più lontani. Si scende verso un enorme pino (ben visibile anche durante la salita) lungo la cresta sud  e poi ripidamente nel bosco, non ci sono tracce ma scendendo per 100 m. circa si incrocia l’alta via degli eroi; prendiamo a sinistra, il sentiero diviene cengia stratta ed esposta sul fianco della montagna e ci conduce ad una cresta con numerosi roccioni, si scende ripidamente fino ad una forcelletta, qui si deve risalire un ripidissimo canalino aiutati da un sottile cavo metallico, ancora un tratto esposto e finalmente siamo a un incrocio di sentieri, qui la strada si fa più larga e comoda. Seguiamo per il sent. 839 che incrociamo dopo poco e che ripidamente  ci conduce fino alla cava e poi alla strada asfaltata (2,30 circa dalla cima).
Se il tempo e l’energia lo consentono possiamo invece proseguire lungo il sent. 843 che dopo l’incrocio con il 839 prosegue in salita e poi ad un bivio ci si tiene in versante Schievenin, il sentiero è comodo e prosegue in costa passando anche dentro  una piccola galleria fino a portarci alla Stalla Val Dumela. Qui prendiamo la strada carozzabile che scende e la seguiamo per qualche centinaio di metri finchè si vede sulla sinistra un sentiero che scende, la zona che si traversa è un po’ scivolosa e sconnessa, dopo un poco siamo a un cartello continuaiamo sempre in discesa per il sent. 845, a tratti il sentiero è scavato nella roccia e ci porta ad una forcelletta che divide la val di Schievenin dalla val Calcino; continuiamo a scendere ripidamente fino alla forcella di S. Daniele qui teniamo a sinistra e scendiamo fino all’abitato di Schievenin (circa 3 ore dalla cima).

(testo Paolo Milan)