Vita Contadina in Montagna


Mentre un tempo in montagna la gente viveva di agricoltura e allevamento, oggi sono pochissimi che fanno questa vita

foto©sudtirol.info
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In montagna, più che altrove il corso delle stagioni influisce sulla vita contadina; andavano garantiti la concimazione, l'aratura, la semina, la raccolta e il trasporto di qualsiasi cultura si trattasse. Il taglio e il trasporto del fieno, una volta rappresentavano una delle attività contadine più pesanti, mentre oggigiorno sono agevolati dalle attrezzature meccanizzate. I periodi di minor lavoro venivano utilizzati per attività "minori" ma ugualmente importanti per mantenere nel tempo l'efficienza dell’attività agricola.

In INVERNO i ritmi erano più blandi e meno faticosi: svolte le operazioni di alimentazione e mungitura delle mucche e pulitura della stalla, si occupavano del rifornimento di fieno e legname. Altra attività era la manutenzione o rifacimento delle attrezzature agricole, la tessitura, la spalatura della neve, ecc.
In PRIMAVERA i ritmi di lavoro si facevano più pressanti: si iniziava con la pulizia dei prati che venivano puliti e rastrellati per prepararli alla fienagione. I campi e gli orti dovevano essere concimati, zappati (o arati) e seminati; iniziava inoltre il pascolo del bestiame che ogni mattina veniva portato nei prati e verso fine stagione li portavano negli alpeggi in quota.
L’ESTATE era la stagione più impegnativa, in cui i lavori più importanti erano la mietitura del grano e degli altri cereali e la fienagione. La mietitura consisteva nella raccolta a mano di grano e cereali che venivano posti ad asciugare in covoni. La fienagione consisteva nella falciatura dei prati ed essicazione del fieno, quindi al suo trasporto ed immagazzinamento nel fienile.
L’AUTUNNO segnava la fine del ciclo agricolo: la transumanza con il rientro del bestiame dagli alpeggi; la trebbiatura che consisteva nella battitura dei cereali ormai essiccati per ricavarne il cereale. Prima che nevicasse veniva portato il letame nei prati per concimarli per il ciclo successivo. Un altro lavoro era la raccolta e conservazione delle verdure e legumi.

Un tempo, tutte le attrezzature venivano costruite e riparate artigianalmente in casa, gli attrezzi utilizzati erano:
la zappa che serve per smuovere il terreno;
la vanga che è un tipo di pala usata per dissodare il terreno;
la falce che è l’attrezzo per tagliare l'erba, dotata di lama ricurva e manico in legno;
il rastrello che serve per la pulitura dei prati e per avvicinare il fieno; è dotato di manico lungo perpendicolare al “pettine”;
la forca e il forcone usati per la raccolta del fieno essiccato, ma anche per raccogliere letame e terriccio;
la gerla che è una cesta in legno intrecciato, fatta a forma di tronco di cono rovesciato, aperta in alto, usata per trasportare materiali vari; è munita di due cinghie per poter essere portata sulle spalle;
l’aratro è lo strumento usato per smuovere il terreno e prepararlo per successive lavorazioni, un tempo era trainato da buoi o cavalli;
il correggiato è lo strumento per la battitura del grano e cereali, costituito da due bastoni di diversa lunghezza, legati tra loro con una corda di cuoio o una catena.

Oggi, nonostante che il lavoro contadino sia facilitato da attrezzature meccaniche, in montagna è poco praticato a causa degli altissimi costi e scarsissimi guadagni … diventando così, per lo più un hobby praticato per il consumo personale.

(testo Gabriella Berlanda)