Skyrunning … di Corsa in Montagna


Lo skyrunning è la corsa in montagna che si svolge su sentieri a quote che possono sfiorare anche i 4000 mt.

Skyrunning-foto©NicolòCastellani
Skyrunning-foto©NicolòCastellani

Lo skyrunning si articola in diverse discipline a seconda del dislivello altimetrico e del chilometraggio generale, e si classificano in:

  • SkyMarathon, gara con un minimo di 2 000 m di dislivello totale e una distanza che varia tra i 30 e i 42 km. Si può svolgere su più percorsi come sentieri, morene, rocce o neve (asfalto inferiore al 15%) e raggiungere o superare i 4 000 m di altitudine;
  • Ultra SkyMarathon, gara che supera i parametri della SkyMarathon di oltre il 5%, con minimo 2500 metri di dislivello e più di 50 km di lunghezza;
  • SkyRace, gara che si svolge tra 2 000 e 4 000 m di altitudine, minimo 20 km di lunghezza e massimo 30 km;
  • Vertical Kilometer gara con 1 000 m di dislivello su terreno variabile con una sostanziale pendenza, non superiore a 5 km di lunghezza. Prevede tre livelli di altitudine: da 0 a 1000 mt; da 1000 a 2000 mt e da 2000 a 3000 mt:
  • SkySpeed, gara con 100 o più metri di dislivello e oltre il 33% di pendenza;
  • SkyBike, sport combinato composto da bicicletta da corsa o mountain bike e vertical kilometer.

Di Skyrunning abbiamo parlato con Stefano T. che frequenta la montagna da circa 10 anni, e cioè «da quando “fortunatamente” ho abbandonato il mondo del calcio amatoriale, in concomitanza con un lavoro in un azienda di prodotti per l’alpinismo» - ci spiega - «e così mi son ritrovato per mia scelta a calpestare sentieri prima, vie ferrate e di arrampicata poi…l'ambiente in cui vivo contribuisce in maniera decisa. Corro, da sempre, tutti corriamo da quando muoviamo i primi passi, poi c’è chi smette e chi trova attività dove continuare a farlo. E così anche smesso di giocare dopo quasi 20 anni di “onorata carriera” sempre amatoriale si intende, ho continuato a correre per mantenermi in forma diciamo, dapprima su strada e lungo fiume (Adda, vicino a casa mia) e poi per gli amati sentieri di montagna, delle Grigne e dorsale orobica lecchese, quindi: corsa + natura + montagna = corsa in montagna. Faccio skyrunning da 4 anni ed ho avuto il piacere di partecipare a competizioni di carattere internazionale, dalla Val Masino Trofeo Kima , Aprica e Sentiero 4 luglio, meglio conosciuta come Maratona del Cielo , e poi ancora Dolomites a Canazei , Limone del Garda finale di coppa FISKY e via dicendo…»

Ho parlato con Stefano di preparazione, materiali, alimentazione e motivazioni … ecco a voi la breve intervista:

  • Che tipo di preparazione è necessaria per prativare Skyrunning?

«Tanto allenamento sicuramente, naturalmente a seconda della disponibilità di ognuno, io mi alleno 3/4 volte a settimana, cercando di diversificare un po, quindi ci metto sia corsa in piano lungo fiume o lago, così come corsa per sentieri e quindi con un discreto dislivello. Il fine settimana è l’occasione per fare dei “lunghi”, quindi stare in giro qualche ora in montagna, in compagnia generalmente ma anche soli, con la natura. Il fine settimana ci sono anche le gare, ormai il calendario ne offre svariate in ogni dove, e per tanti di noi sono l’occasione di allenarsi, sì allenarsi con le gare, così da essere in forma per date o gare che si ritengono più importanti»

  • Quali materiali (abbigliamento, scarpe, ecc) consiglieresti?

«Scarpe da trail naturalmente, le si trova nei negozi specializzati così come nelle grosse catene di negozi sportivi, ce ne sono innumerevoli modelli, e lasciami dire, ogni piede ha la sua scarpa, è il piede (con la giusta consulenza di un commesso competente, si spera) a decidere. Poi ci sono pantaloni lunghi o ¾ per la stagione invernale, pantaloncini per quella più calda, le caratteristiche sicuramente la traspirabilità e l’asciugatura rapida, stesso concetto per la maglietta, manica lunga e “calda” in genere si prediligono tessuti sintetici che tengono caldo d’inverno, e magliette manica corta o canotte per il caldo, tutte rigorosamente ad asciugatura rapida; poi a seconda delle abitudini ci sono cappellini, fasce per il sudore, manicotti per le braccia, calze specifiche, guanti, occhiali, zainetti e porta borracce, e non dimentichiamo il k-way o guscio indispensabile se non si rinuncia alle uscite invernali ed in condizioni "difficili"… è ormai un business in crescendo, e le case di abbigliamento più vicine alla montagna e alla corsa sono ricche di innumerevoli proposte, a noi il compito arduo di destreggiarci tra questo e quell’altro prodotto.»

  • Cosa ti spinge a correre in montagna? E cosa provi a praticare questo sport?

«Quello che mi spinge a correre in montagna, per sentieri, come ti dicevo è il connubio tra il desiderio inconscio di muoversi, e la bellezza ( se consapevole) dei nostri territori montani, vivo in una zona magnifica tra le provincie di Lecco e Bergamo, e nel mio caso basta alzare gli occhi e con “due passi” trovarsi nel verde, cosa che faccio abitualmente a prescindere dalle competizioni. La competizione, le gare per me non sono altro che la scusa per misurarsi con i propri limiti, con altre persone, spesso su sentieri e luoghi sconosciuti (e qui il piacere della scoperta) ed il tutto con il supporto di un organizzazione che cura ogni aspetto pre e dopo gara, in particolar modo sulla sicurezza. Non dimentichiamoci poi dell’adrenalina che come in altri sport anche qui non manca, se in sport di squadra o sfida uno contro uno è data però dal confronto diretto, qui forse è data più dalle circostanze e luoghi, correre su una cresta o in una discesa con vista lago o ghiacciai a parer mio ne produce non poca. Quest'anno ho poi deciso di provare con il trail, sono corse più lunghe ed in genere con meno partecipanti, cosa che ti da la possibilità di trovarti da solo con la natura (e quindi mai veramente solo=) per lunghi tratti, passo dall'Elba di metà aprile al lago Maggiore questo weekend.»

  • È necessaria un’alimentazione specifica per gli skyrunner? E che tipo di dieta è consigliata?

«Dieta, molto ma molto personale, io ne seguo una dopo aver consultato una biologa nutrizionista , con la quale “abbiamo” definito il mio fabbisogno di 3400/3600 Kcal giornaliere, insomma non mi risparmio, la tipologia degli alimenti è stata scelta anche in base ai miei gusti, sono tendenzialmente un salutista, cerco di evitare fritti e carne, così come alcolici fatta eccezione per un bicchiere di vino e qualche birra ogni tanto, penso che mangiare “pesante” allunghi il processo digestivo impegnando così importanti energie a discapito della corsa, ovviamente incappo anch’io in innumerevoli eccezioni. I miei cibi principali sono riso, pasta, cereali e verdure frutta, non so dire no alla pizza =), ma se riesco che sia di pasta integrale. Penso che comunque aldilà dei consigli la maggior parte di noi continui bene o male a seguire le proprie abitudini, che cambiano in modo naturale quando il nostro stesso fisico arriva a chiedere “più benzina” e pertanto più cibo.»

Un grazie a Stefano T. per questa descrizione e intervista e a tutti voi … buona montagna.