Salire con gli Sci i Pendii Innevati


Lo scialpinismo, è una disciplina sciistica/alpinistica che, mediante l'utilizzo di sci opportuni e “pelli di foca”, permette di percorrere salite in montagna durante i periodi di innevamento, sia come attività a sé stante o come tecnica di avviciname

skialp
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I primi sci da alpinismo sono stati utilizzati dagli scandinavi che li utilizzavano per risalire i pendii innevati.
L'utilizzo delle pelli di foca, (ora sostituite da prodotti sintetici) poste sotto le solette degli sci permettono l'avanzamento e la tenuta in salita. Queste tecniche erano già utilizzate anche in campo bellico dalle Truppe alpine durante la Prima Guerra Mondiale. Ma è stato nel secondo dopoguerra che si è assistito ad una diffusione di appassionati a questa attività invernale. Pur essendo diventata una disciplina potenzialmente alla portata di tutti è comunque indispensabile affrontarla con la giusta preparazione atletica, conoscenza del territorio, e possibilmente accompagnati da guide alpine, o da istruttori di scialpinismo del CAI.
È indispensabile, nella pratica dello sci alpinismo, potare sempre con sé il necessario per eventuali situazioni d'emergenza.

MATERIALI
Per praticare lo scialpinismo sono necessari:

  • Sci da scialpinismo, simili a quelli dello sci alpino, ma più leggeri; ne esistono di varie tipologie da scegliersi in base alla pratica preferita (neve fresca di alto spessore, neve battuta o compattata, peso personale, esperienza sciistica etc…); sono muniti di attacchi (anch’essi più leggeri) che permettono di liberare il tallone, agevolando così i movimenti in salita, e di bloccarlo poi per sciare in discesa. Sono dotati di “alzatacco graduato”, per agevolare l’uso su pendii più o meno ripidi.
  • Le cosiddette “Pelli di foca”, che sono delle strisce con un lato adesivo che aderisce allo sci e che sono costruite in materiale sintetico (poliestere) oppure in lana mohair. Hanno un gancio per fissarle alla punta dello sci, e vanno applicate alla soletta dello sci quando si vuole intraprendere una salita. Per affrontare la discesa vengono tolte e riposte nello zaino.
  • Scarponi da scialpinismo, sono una via di mezzo tra lo scarpone da alpinismo classico e lo scarpone da sci: il collo dello scarpone è snodato per agevolare il movimento della caviglia in salita e può essere bloccato durante la discesa; hanno una suola in gomma per agevolare la camminata qualora sia necessario.
  • Bastoncini telescopici (uso dei Bastoni Telescopici), come quelli per il trekking per agevolare la salita tenendo il bastone più corto, ed aiutarsi nella discesa, allungandolo. E’ preferibile che abbiano delle rondelle larghe se si usano in neve fresca, altrimenti eccentriche (tipo “da fondo”) se si predilige escursionismo su neve compattata o battura. In base al tipo di percorso che si intraprende, ci sono altri strumenti, più prettamente alpinistici, atti ad aiutare lo scialpinista in caso di difficoltà, quali: rampant, ramponi, piccozza, etc.                                    
  • Zaino da scialpinismo, studiato per leggerezza e capienza, con appositi scomparti per la custodia e rapida estrazione di pala da neve, sonda cercapersone e telo termico. Opportuno dotarsi di adeguato ricambio vestiario più caldo per la discesa finale, o comunque per caso di necessità (intemperie, incidenti etc…).
  • Abbigliamento tecnico per scialpinismo, tra le cui peculiarità c’è l’elevatissima traspirazione verso l’esterno del sudore (per mantenere asciutto il corpo), la termoregolazione del corpo, la tenuta al vento, la maneggevolezza (guanti specialmente, ma anche pantaloni elasticizzati a base larga con ghetta incorporata).                                                                    

LA SICUREZZA
Data la natura stessa dello sci alpinismo, lo sportivo è particolarmente esposto al rischio di travolgimento da valanga. Per questo motivo, lo scialpinista deve saper analizzare attentamente ogni pendio, in base all'inclinazione, all'esposizione e alle condizioni della neve in quel momento, così da poter valutare il rischio di un distacco; affidandosi specialmente ai bollettini meteo e di rischio valanghe della zona. Consultare guide alpine o esperti della zona che si vuole percorrere! Dotarsi di cartina topografica dettagliata.
Un altro rischio è quello da affondamento in punti con neve riportata dal vento (a coprire profonde buche, canaloni, crepacci e corsi d’acqua). Quando si pratica questo sport è indispensabile utilizzare l’Artva (attenzione ai modelli, scegliere modelli recenti a tripla antenna con buona potenza di trasmissione e ricezione!), sonda cercapersone da valanga e pala da neve (ne esistono modelli leggeri e smontabili), utili nel caso in cui si debba ritrovare velocemente delle persone travolte da valanghe. Partecipate ad un corso di utilizzo Artva e autosoccorso in valanga.
Un consiglio utilissimo: portatevi sempre uno smart phone con antenna GPS, con un’applicazione che vi permetta di leggere immediatamente le coordinate terrestri di dove vi trovate (longitudine e latitudine): in caso di emergenza dovrete comunicare al numero di emergenza le coordinate precise, utilissime ai piloti dell’elicottero del soccorso alpino, che arrivano in pochissimi minuti! Ricordatevi che le operazioni di soccorso devono durare solo pochi minuti, spesso già 8 minuti sono troppi e non possiamo più salvare un compagno di gita.
Recentemente è stato sviluppato un sistema di air-bag anti valanga, che consiste in uno zaino con cordicella anteriore da tirare per far gonfiare l’air-bag, che permettere il massimo galleggiamento possibile.
Per la propria sicurezza è bene sapere cosa fare in caso di Incidente da Valanga e saper leggere i Bollettini di Rischio Valanghe.

DIFFICOLTA’ SCIALPINISTICHE
La tabella delle difficoltà tiene conto di vari parametri: lunghezza dell'itinerario, ripidezza e continuità dei pendii, esposizione, pericoli oggettivi, quota, isolamento. Essa si esprime con la scala:

  • F: facile
  • PD: poco difficile
  • AD: abbastanza difficile
  • D: difficile
  • TD: molto difficile
  • ED: estremamente difficile.

La difficoltà in discesa si esprime con la scala:

  • S1: itinerario facile che non richiede tecnica particolare.
  • S2: pendii e valloni ampi, fino a 25 gradi.
  • S3: pendii fino a 35 gradi; richiede buona tecnica su ogni tipo di neve.
  • S4: pendii fino a 45 gradi senza forte esposizione; tra 30 e 40 gradi con esposizione forte o passaggi stretti; richiede una tecnica ottima.
  • S5: pendii da 45 a 50 gradi senza forte esposizione; a partire da 40 gradi con esposizione forte.
  • S6: pendii oltre i 55 gradi senza forte esposizione; a partire da 50 gradi con esposizione forte.
  • S7: passaggi a 60 gradi o più, salto di fasce rocciose su terreno molto ripido o esposto.

Tutte le valutazioni presuppongono un itinerario in "condizioni di normalità", cioè con condizioni meteorologiche e del manto nevoso buone, non necessariamente ottime. In presenza di difficoltà alpinistiche, la valutazione dell'itinerario può essere integrata con la valutazione alpinistica, come il grado di difficoltà in arrampicata o la pendenza del pendio ghiacciato.