Responsabilità Civile nelle Escursioni tra Amici


Per chi vive le uscite in montagna come un momento di pura condivisione tra amici, può sembrare un argomento assurdo, ma è un dato di fatto che molti si rivolgono ai tribunali in seguito a un incidente in montagna durante un’escursione.

Forra del Lupo - foto©CristinaCorradini
Forra del Lupo - foto©CristinaCorradini

Le uscite in montagna tra amici sono un momento di gioia e di condivisione, in cui ognuno dovrebbe assumersi i rischi derivanti dall’attività praticata, ma purtroppo non sempre è così. Ogni anno moltissime persone vanno per vie legali a seguito di incidenti avuti durante le escursioni con amici.
In questo articolo non mi occuperò di incidenti nel corso di attività organizzate con accompagnatori abilitati o da associazioni sportive, ma di incidenti che si possono verificare quando si fanno uscite tra amici e della conseguente responsabilità civile in queste situazioni.
Queste uscite tra amici vengono definite “Accompagnamento per amicizia  o per cortesia” ed in caso di infortunio di un partecipante si possono distinguere due situazioni:

  • Affidamento tra accompagnatore ed accompagnato: è il caso in cui l’accompagnatore ha, rispetto all’accompagnato, più esperienza, competenze, capacità nel condurre l’uscita tanto che i partecipanti all’uscita fanno affidamento su di lui. In questa situazione, in caso di incidente/infortunio, la giurisprudenza impone al più esperto un onere superiore come responsabilità civile. Spetta però all’infortunato, dimostrare la superiorità tecnica del compagno/accompagnatore.
  • Non affidamento tra accompagnatore ed accompagnato: è il caso in cui tutti hanno più o meno le stesse capacità ed in cui, in caso di incidente/infortunio ognuno ha pari responsabilità civile.

In alpinismo la valutazione della colpa dell’accompagnatore è legata anche al divario delle capacità tra i due soggetti: tanto più è alto, tanto maggiore è la responsabilità dell’accompagnatore. In questi casi, la responsabilità dell’accompagnatore viene giudicata con grande rigore, valutando le cause dell’incidente quali imprudenza,  imperizia, negligenza nella valutazione delle difficoltà tecniche dell’itinerario in relazione alle capacità dell’accompagnato, il terreno, le condizioni climatiche, ecc.

Il membro più esperto, è chiamato a risarcire i danni per infortunio ai meno esperti quando l’incidente è conseguenza di una sua negligenza, imperizia, e imprudenza; o ha fatto un’errata valutazione della difficoltà dell’uscita in rapporto alle capacità tecniche dei compagni, capacità che il più esperto dev’essere in grado di valutare oggettivamente prima della scelta del percorso.
Per contro, il più esperto non è tenuto al risarcimento quando il compagno meno esperto compie atti di evidente imprudenza, derivanti dall’inosservanza dei consigli ed insegnamenti dell’accompagnatore.

Ecco perché non amo organizzare uscite di gruppo, soprattutto senza conoscere i partecipanti … la montagna è un luogo meraviglioso quanto pericoloso, perciò … tanto buon senso e rispetto … buona montagna.

(testo Gabriella Berlanda)