le Dolomiti


Le Dolomiti Patrimonio UNESCO sono un gruppo unitario, il cui particolare aspetto deriva dalla loro complessa struttura geologica e dall’influenza di diversi fenomeni climatici.

Latemar - foto ©Gabriella Berlanda
Latemar - foto ©Gabriella Berlanda

Milioni di anni fa dove oggi ci sono le Dolomiti era una vasta pianura, che nel tempo si trasformò in un mare tropicale con numerosi atolli e vulcani, che crebbero di dimensioni per poi sprofondare nell’oceano, finchè Europa ed Africa si scontrarono facendo emergere le montagne.

Le Dolomiti hanno una composizione a strati che spiega visivamente i tre  processi che hanno creato le Dolomiti:

  • litogenesi, cioè la trasformazione dei sedimenti in roccia;
  • orogenesi, cioè  l’affioramento delle montagne dal mare;
  • morfogenesi, cioèil modellamento di queste montagne ad opera degli agenti atmosferici.

La storia geologica delle Dolomiti inizia circa 280 milioni di anni fa quando nel Permiano una catena montuosa, situata ai bordi di un golfo oceanico, iniziò a sprofondare: la regione dolomitica divenne così un grande mare caldo in cui  numerosi sedimenti e porfidi si depositarono sul fondale. A partire da circa 240 milioni di anni fa numerosi organismi, che avevano bisogno della luce per vivere, iniziarono a costruire scogliere, atolli e piccole isole, la cui storia è facilmente leggibile sulle Dolomiti, che sono l’unico arcipelago fossile al mondo. Questo periodo fu caratterizzato anche dal  fenomeno del vulcanismo che incise sulla storia delle Dolomiti: le forti eruzioni interessarono l’area tanto che lava e rocce vulcaniche seppellirono e modificarono le scogliere presenti. Circa 236 milioni di anni fa, nel Ladinico, i vulcani si spensero, e le loro rocce erodendosi si depositarono in mare, permettendo agli organismi di dar vita a nuove scogliere coralline. 228 milioni di anni fa, nel Norico, quest'area sprofondò nuovamente nel mare, favorendo così la formazione di depositi carbonatici. In questo periodo i dinosauri iniziarono a popolare questa piana, come ben testimoniato dal ritrovamento recente di diverse orme. Tra 210 e 190 milioni di anni fa, tra Triassico e Giurassico, ci fu una nuova fase di inabissamento con nuovi accumuli di calcari di mare. Successivamente, tra i 170 e i 65 milioni di anni fa, ci fu un massiccio deposito di sedimenti di calcari fini e marne (roccia sedimentaria composta da argilla e carbonato di calcio). Alla fine di questo periodo, i sedimenti iniziarono ad emergere e a diventare una catena montuosa, a causa dello scontro della placca europea con quella africana.

La “scoperta” delle Dolomiti avviene nel 1789 quando lo scienziato francese Déodat de Dolomieu durante un viaggio in Tirolo, trovò una pietra che, analizzata, risultò essere un nuovo minerale al quale fu dato il nome di Dolomia in onore del suo scopritore. Si tratta di una roccia sedimentaria carbonatica costituita principalmente dal minerale dolomite che, chimicamente, è un doppio carbonato di calcio e magnesio.

Fin da subito si capì l’importanza geologica e morfologia di queste montagne che divennero presto meta di scienziati e studiosi per osservare fenomeni geologici unici al mondo. Qui infatti si trovano importanti testimonianze sui periodi evolutivi della storia della terra, si possono ammirare le scogliere fossili e gli ambienti tropicali del Mesozoico, la rinascita della vita dopo la grande estinzione avvenuta circa 251 milioni di anni fa, e la forte attività vulcanica.

Le Dolomiti sono caratterizzate da una geodiversità morfologica (forme, processi e caratteri geologici diversi e differenti da qualsiasi altra catena montuosa) frutto di intense modificazioni climatiche avvenute in epoche geologiche differenti. Sono ben visibili i segni movimenti tettonici nelle creste sezionate da fratture e da scarpate; l’erosione di antichi ghiacciai che ha levigato e striato le rocce, e creato depositi morenici, circhi e valli; il distaccamento di rocce per la forza di gravità, che ha dato vita a falde, coni, pietraie e le forme di carsismo con doline, sorgenti e grotte.

Le Dolomiti sono tutt'oggi in continua evoluzione, e le cause sono da ricercare in diversi fattori: di recente i forti innalzamenti di temperatura e le successive gelate ed intense piogge hanno determinato frane di fangocrolli rocciosi.

Le Dolomiti danno vita ad uno scenario montanounico per la sua topografia articolata, caratterizzata da gruppi montuosi isolati ed appaiati che si sviluppano in un ambiente limitato; per la varietà di forme verticali quali campanili, pale, torri,  ed orizzontali quali cenge, altopiani, spalti; per la presenza di numerose vette oltre i 3000 m, numerosi piccoli ghiacciai, la contrapposizione tra lo sviluppo verticale delle pareti e le gole profonde fino a 1500 m.

Il paesaggio dolomitico durante la giornata cambia colore ... grazie al fenomeno naturale dell’Enrosadira le rocce dolomitiche si tingono di diversi colori: arancio, rosso e viola all’alba e al tramonto, giallo chiaro a mezzogiorno, bianco al crepuscolo e al chiaro di luna. 
Un grande valore paesaggistico è dato dalla biodiversità e dalla varietà di piante presenti, in particolare due tipi di vegetazione: foreste di conifere e arbusteti subalpini nelle zone più a valle, praterie e piccole specie vegetali che ricoprono in parte rupi e detriti, alcune delle quali presenti solo sulle Dolomiti.

Queste sono le Dolomiti, Patrimonio UNESCO ... "monti pallidi" che sanno affascinare ed emozionare tutti.

(testo Kristian Guala tratto da www.dolomitiunesco.it)