Lavorare e Studiare Quando si Vive in Montagna


La distanza dalle scuole per gli studenti, la forte influenza delle stagioni per i lavoratori … rendono più difficili queste attività quando si vive in montagna.

cantiere invernale - foto©bertinicostruzioni.it
cantiere invernale - foto©bertinicostruzioni.it

Per chi vive in montagna, molte attività sono rese più difficili dalla stagionalità e, quindi dalle condizioni meteorologiche, oltre che dalle distanze da gran parte dei servizi, costringendo al pendolarismo sia gli studenti di ogni età, che alcuni lavoratori.

Spesso, fin dai primi anni scolastici, gli studenti di montagna devono affrontare viaggi, più o meno lunghi, per raggiungere la losro scuola. Al di là degli asili nido, presenti solo in pochissime rinomate località; già la scuola materna e primaria non c’è in tutti i paesi, costringendo così i bambini, fin dalla più tenera età, a svegliarsi prestissimo per potersi recare a scuola. Aumentando il livello di istruzione, queste problematiche aumentano per la sempre maggior distanza dalle scuole; riducendo così il tempo a disposizione per lo studio e lo svago. Inoltre, in inverno, i tempi di viaggio possono dilatarsi notevolmente per la sempre più scarsa pulizia delle strade dalla neve.

Per quanto riguarda i lavoratori, le problematiche sono diverse che si tratti di pendolari, o che si tratti di persone che hanno un lavoro sul posto.
Nel primo caso la stagionalità influisce esclusivamente in inverno per la difficoltà degli spostamenti dovuti alle strade gelate e/o innevate. Il lavoratore pendolare deve sempre viaggiare con il mezzo proprio per la mancanza di servizi pubblici adeguati, ed in generale, le strade di montagna sono tortuose, implicando tempi di viaggio maggiori rispetto ad analogo chilometraggio in pianura.
Per chi lavora nel suo paese di montagna, invece la stagionalità ha una fortissima influenza: per il settore turistico, ad esempio, ci sono periodi di iper-lavoro (da dicembre a Pasqua e luglio-agosto), e periodi di quasi totale o totale inattività.
Per i pochi allevatori e agricoltori rimasti, come ho scritto in “Vita Contadina in Montagna”, si riscontra che si tratta di un’attività che, al giorno d’oggi, raramente dà una rendita sufficiente per vivere (soprattutto nelle regioni a statuto ordinario).
Rimangono i lavori nell’edilizia che non presentano particolari problemi durante la “bella stagione”, ma che con l’avvicinarsi dell’inverno e durante tutta la “brutta stagione” presentano ingenti problematiche legate alle bassissime temperature e alle nevicate. Ciò implica il congelamento di alcuni materiali, difficoltà fisiche della persona per le condizioni climatiche … ma anche il rischio di periodi di cassa integrazione speciale.

La vita in montagna offre un piacevole contatto con la natura ed una vita più tranquilla … ma chi la vuole vivere da lavoratore deve mettere in conto anche sacrifici e disagi.

(testo Gabriella Berlanda e Kristian Guala)