L’Utilità del Disboscamento e Taglio del Legname


In una contesto dove, nell’ultimo decennio, l’aumento dell’area forestale è stato notevole, il taglio del legname ed il disboscamento sono opere necessarie ed importanti.

bosco - foto©GabriellaBerlanda
bosco - foto©GabriellaBerlanda

In Italia nell’ultimo decennio si è riscontrato un aumento di circa 5-600mila ettari della superficie forestale che, in totale, si estende per circa 11 milioni di ettari.
Otto regioni contano oltre 600mila ettari di superficie forestale: Sardegna con circa 1.250.000 ettari, Toscana con circa 1.197.000 ettari, Piemonte con circa 955.000 ettari, Trentino Alto Adige con circa 788.000 ettari, Calabria con circa 671.000 ettari, Lazio con circa 668.000 ettari, Lombardia con circa 664.000 ettari, ed Emilia Romagna con circa 630.000 ettari.
In questo contesto è importante il “taglio” del legname e il “disboscamento”: due concetti spesso confusi ma ben distinti. I sistemi di censimento sono in continua evoluzione e cambiano anche qui da regione a regione; si è passati in alcuni casi, dalla misurazione del diametro di ogni singola pianta a mano,  a quella con un sistema gps per arrivare probabilmente a un domani, a sistemi che permetteranno la scansione e visualizzazione tridimensionale dei fusti, magari con un semplice passaggio aereo.
Anche la selezione delle aree per il taglio variano di zona in zona e dalla tecnica che si vuole utilizzare; c’è chi opta per abbattere delle aree estese ben definite, dunque per capirci se si passa si vede una zona ben precisa senza alberi, chi magari invece sceglie zone meno estese in larghezza ma vanno in lunghezza, che si notato perché a “strisce” e seguono, in questo caso, la linea di trasporto dei verricelli.
Anche qui siamo in continua evoluzione perché negli ultimi anni le aziende hanno macchinari sempre più all’avanguardia per velocizzare il taglio e restare sul mercato; di conseguenza è possibile che venga modificato il sistema di selezione delle aree da taglio sempre ricercando la sostenibilità.

Il “disboscamento” viene effettuato per permettere la realizzazione di altre opere, come ad esempio la costruzione di edifici, strade, campi coltivabili, piste da sci, ecc.
Il “taglio del legname”, oltre che per un fattore strettamente economico (segherie, legna da ardere, ecc), si attua per eliminare le piante  secche o malate, così da regolamentarne e mantenere il bosco sotto un controllo di sviluppo e crescita, seguendo criteri di abbattimento ben precisi. Un criterio che si può riassumere in: “tagli solo quello che il bosco può produrre” così da avere sempre un ricambio sostenibile.
In Italia non c’è una regola unica che censisce il patrimonio boschivo e ne regolamenta il taglio, ogni Regione o Provincia o Comune, ha un proprio regolamento e di conseguenza stabilisce le aree, private o pubbliche, dove si deve intervenire per l’abbattimento.

(testo Flavio Girardelli)