I Pericoli della Montagna


La montagna, come ogni ambiente naturale, presenta dei rischi ai quali bisogna essere preparati

Corni di Canzo - foto©MarcoCodazzi
Corni di Canzo - foto©MarcoCodazzi

Molti frequentano la montagna senza conoscere i pericoli che sono legati alla pratica dell’escursionismo e dell’alpinismo. Vorrei con questo articolo provare a spiegarne alcuni perché non si può ignorare che l’ambiente in cui sono praticate queste attività presenta rischi di varia natura che vanno conosciuti.

Si dividono in:

-          Pericoli oggettivi, che non dipendono dall’azione dell’uomo ma da fenomeni naturali (es. caduta di pietre, crollo di cornici o ghiaccio, frane, valanghe, maltempo);

-          Pericoli soggettivi, causati esclusivamente dall’azione dell’uomo (es. errata valutazione delle difficoltà, scarsa conoscenza dell’ambiente, equipaggiamento inadeguato);

Va però ricordato che ai due precedenti vanno aggiunti anche i pericoli soggettivi di origine oggettiva; sono i pericoli più comuni e causa della maggior parte degli incidenti in montagna.

PERICOLI OGGETTIVI

Sono in genere imprevedibili però si possono attenuare con l’esperienza e la pratica della montagna.

Un esempio è l’uso del casco, il quale ha diminuito le conseguenze dovute alla caduta di pietre che, se non improvvisa, può essere evitata cercando di seguire la loro traiettoria e schivandole; in caso di pioggia di sassi o frane occorre cercare subito riparo accostandosi alla parete o cercando riparo sotto le sporgenze presenti e riparandosi la testa con lo zaino.

Il temporale improvviso è un altro dei pericoli più insidiosi che si possono incontrare in montagna a causa dei fulmini; si può in qualche modo intuire il momento della scarica dall’aumentare del campo elettrico (sfrigolio dei capelli, pizzicore della pelle, vibrazione degli oggetti metallici, che vanno subito allontanati).

Durante un temporale è necessario mantenere la calma, abbandonare i fili di cresta e non ripararsi nelle nicchie, negli anfratti della roccia o sotto gli alberi. Nel caso ci si trovasse su una cengia non bisogna appoggiarsi alla parete ma starne il più staccato possibile in posizione accovacciata con il mento sulle ginocchia.

Il maltempo, nella stagione estiva, come il temporale, può essere imprevedibile; può portare nebbia, bufera e un repentino abbassamento della temperatura. Si consiglia un buon equipaggiamento per affrontare il cambiamento delle condizioni atmosferiche. In quota, legato all’abbassamento della temperatura c’è il pericolo della formazione del vetrato, un sottile strato di ghiaccio che ricopre il percorso rendendolo molto scivoloso. In caso di nebbia l’orientamento diventa difficile e una buona conoscenza dei luoghi e l’esperienza possono essere un valido aiuto; sono sempre consigliate una bussola e una cartina della zona.

Su ghiacciaio i pericoli più comuni sono i crepacci, i seracchi, le cornici di neve o ghiaccio, i canaloni e il maltempo; i crepacci aperti non costituiscono solo un pericolo ma anche un problema di superamento che va risolto con la ricerca di punti di passaggio, con o senza ponti di neve; è inoltre buona norma, prima di attraversare un ponte di neve, sondare la solidità con la piccozza. I crepacci più pericolosi sono quelli coperti da un sottile strato di neve o ghiaccio e individuarli è molto difficile, specie in zone poco conosciute o frequentate. Conoscere la morfologia del ghiacciaio è molto utile per individuare il tipo do crepacci che si possono incontrare (trasversali, longitudinali, radiali) in corrispondenza delle varie azioni di direzione o pendenza.

Oltre ai crepacci, costituiscono un pericolo anche i seracchi, ossia blocchi di ghiaccio di grandi dimensioni molto instabili. Le cornici sono pericoli da non sottovalutare; il loro distacco è difficilmente prevedibile nel percorrere le creste innevate o di ghiaccio è consigliabile procedere sul versante opposto a quello dove la stessa sporge, a una distanza di sicurezza che si trova sotto il punto d’incontro dei due versanti e sondare sempre il terreno. Altro pericolo specialmente in inverno sono le valanghe di neve che come si sa sono imprevedibili, perciò si deve evitare di percorrere la montagna subito dopo una nevicata abbondante o giornate con venti caldi, si deve cercare di risalire i pendii evitando tagli orizzontali.

PERICOLI SOGGETTIVI

I più comuni sono già stati elencati all’inizio di questo articolo e secondo le statistiche del soccorso alpino sono la causa principale di incidenti in montagna. Nonostante le precauzioni e la preparazione un incidente può sempre capitare e solo l’esperienza e le risorse tecniche possono ridurne le conseguenze.

Quindi non sottovalutiamo mai la montagna, non sopravalutiamo le nostre possibilità, ed usiamo tanto buonsenso.

(testo Gabriella Berlanda e Marco Codazzi)