I cimbri sono una minoranza etnico-linguistica germanofona, ancora viva e attiva a Luserna in Trentino, dove la lingua cimbra viene ancora studiata nelle scuole.

Centro di Documentazione Luserna - foto©GabriellaBerlanda
Centro di Documentazione Luserna - foto©GabriellaBerlanda

Benché il loro idioma distintivo, la lingua cimbra, sia ormai in forte regressione e parlato solo da una sparuta minoranza, i cimbri possono comunque essere considerati un gruppo etnico a sé stante con usanze e tradizioni derivate dalla loro ascendenza germanica.
Le origini del popolo cimbro si perdono nella leggenda. Una tradizione, infatti, la ritiene diretta discendente dell'omonimo popolo, proveniente dall'attuale Jutland, in Danimarca. I cimbri antichi invasero l'Italia sul finire del II secolo a.C. ma, sconfitti dall'esercito romano guidato da Gaio Mario e ridotti a pochi superstiti, si ritirarono attorno alle prealpi Venete mantenendo linguaggio e cultura.
La maggioranza della comunità scientifica ritiene che i cimbri discendano da coloni tedeschi chiamati da feudatari imperiali tra il X ed il XII secolo a popolare l'Altipiano di Asiago, e qui impiegati in lavori di stroncatura dei boschi e quindi di allevamento ed agricoltura.
Il più antico insediamento cimbro, è forse quello di Foza e risale alla metà del X secolo. Dopo essersi espanso in tutto l'altopiano dei Sette Comuni, il gruppo colonizzò Posina (inizi XII secolo), e quindi, nell'attuale Trentino, Folgaria e Costa Cartura. Fu il vescovo-principe di Trento, Friedrich von Wangen, ad autorizzare nel 1216 lo stanziamento di coloni provenienti da Asiago sull'altopiano di Folgaria e Lavarone, perché lo disboscassero.  Nel Duecento, gli spostamenti procedettero verso est (Lavarone, Luserna), (Terragnolo e Vallarsa).
Da Posina, invece, i cimbri si espansero nel Tretto e a Valli del Pasubio. All'inizio del XIII secolo se ne trovano anche a Schio e a Malo (nel 1407 il vescovo di Vicenza separò amministrativamente Malo e Monte di Malo perché in quest'ultima predominava l'elemento germanico). Da Schio si insediarono poi a Recoaro e aValdagno, e da qui ad Altissimo.
Tali insediamenti costituirono la massima espansione dei tedeschi a sud delle Alpi; tuttavia nel Veronese a partire dal Quattrocento si verificò una inarrestabile emorragia demografica, che portò alla frammentazione del gruppo etnico e alla perdita della lingua. Al contrario, le colonie dei Sette Comuni conobbero un periodo di fioritura nel XVII e XVIII secolo, grazie all'autonomia politica riconosciuta dalla Repubblica di Venezia, con la nascita di una letteratura autoctona.

Il colpo mortale per la comunità cimbra, attraversata dalla frontiera tra Regno d'Italia e Impero Austro-Ungarico, venne dallo scoppio della prima guerra mondiale. I 900 abitanti di Luserna, in terra austriaca, dovettero abbandonare in fretta le proprie case e furono sfollati presso Aussig, in Boemia; poterono rientrare solo nel 1919, a guerra terminata, e dovettero ricostruire l'intero villaggio, raso al suolo. Anche gli abitanti dei Sette Comuni si trovarono in piena linea di fronte e l'altopiano fu teatro di alcune tra le battaglie più cruente. La popolazione locale fu evacuata nella pianura Padana, dove la guerra all'Austria favorì il processo di assimilazione. Il ventennio fascista impose poi l'italianizzazione forzata, con il divieto di utilizzo della parlata cimbra. Negli anni trenta, a seguito degli accordi Mussolini-Hitler, cimbri e mocheni ottennero la possibilità di optare per il Reich: aderirono in 280, trasferiti nella Boemia-Moravia occupata.
Il boom economico del secondo dopoguerra e lo spopolamento delle vallate montane verso la pianura veneta hanno causato una nuova diaspora cimbra, con l'assottigliarsi del numero dei parlanti alloglotti.

I cimbri sono oggi protetti, a livello internazionale, dall'adesione dell'Italia alla convenzioni del Consiglio d'Europa sulla protezione delle minoranze: la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie  e alla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali . A seguito di tali impegni internazionali,  si è costituito nel 2002 a Luserna il Comitato unitario delle isole linguistiche storiche germaniche in Italia, che riunisce i rappresentanti di varie minoranze germanofone dell'arco alpino, dalla Valle d'Aosta al Friuli.
Ad oggi si stima che le persone in grado di parlare o comprendere il Cimbro siano non più di un migliaio, stanziate soprattutto in trentino nel comune di Luserna(Lusèrn). In Veneto sono ridotti a poche decine, concentrati nel comune vicentino di Roana (Robaan), specialmente nella frazione di Mezzaselva (Mittebald/Toballe), e a Giazza (Ljetzan) nel comune veronese di Selva di Progno (Prunghe).
In particolare, a Luserna si contano circa 400 alloglotti, più 600 lusernesi extra muros che, pur spostatisi al di fuori del villaggio, mantengono contatti e parlano l'idioma. A Roana sono appena una decina, mentre a Giazza circa quaranta residenti parlano o comprendono il cimbro, cui si aggiunge una quarantina di emigranti.

Oltre alla lingua, l'identità cimbra si distingue per alcuni caratteri propri; tra questi

  • le manifestazioni del sentimento religioso, come le processioni campestri di primavera, che riecheggiano i riti antichi;
  • l'albero di tiglio (lint) presente al centro della piazza principale dei villaggi cimbri, sotto i cui rami fino all'Ottocento era amministrata la giustizia

Nei comuni dove sopravvive la parlata, sono presenti istituzioni culturali e museali che cercano di tutelare e sviluppare l'identità cimbra:

  • Kulturinstitut Bernstol-Lusèrn, istituto culturale mocheno-cimbro, e Documentationszentrum Lusèrn, con il notiziario Lem: Bernstol-Lusèrn a Luserna (TN)
  • Istituto di Cultura Cimbra "Agostino Dal Pozzo" (Quaderni di cultura cimbra) e Museo della Tradizione Cimbra a Roana (VI)
  • Curatorium Cimbricum Veronense a Giazza (VR), con il corso di cimbro vivo Tzimbar Lentak presso il Museo Etnografico dei Cimbri, e la rivista Cimbri/Tzimbar.
  • corso di cultura cimbra Bar lirnan tauc presso le scuole elementari di Selva di Progno-Sant'Andrea (VR)

Un consiglio per chi volesse scoprire questa popolazione è di visitare Luserna (TN), un’isola Cimbra dove tutt’oggi il cimbro è studiato nelle scuole, con il suo Centro di Documentazione.