Gli Effetti del Sole in Montagna


Sebbene, il sole possa sembrare più “debole” in montagna, salendo di quota i suoi effetti sono più forti e più pericolosi.

Marmolada - foto©KristianGuala
Marmolada - foto©KristianGuala

I raggi del sole, in particolare gli ultravioletti, possono penetrare abbastanza profondamente anche con la nebbia, pertanto bisogna prestare molta attenzione. Una forte radiazione collegata a temperature in rialzo, per esempio su di una parete di roccia rivolta a sud, può portare a colpi di sole o di calore. Così come sulla neve, o su un ghiaione, il riverbero del sole è molto forte, aumentando così il rischio di scottature, insolazioni e congiuntiviti.

Le regole di comportamento da seguire per proteggersi dai raggi del sole in montagna, possono sembrare banali, ma è sempre bene ricordarle:

  • proteggersi gli occhi con occhiali da sole dotati di ottime lenti ad alta protezione;
  • usare una crema solare con alto fattore di protezione;
  • indossare l'abbigliamento adatto alla quota e alle condizioni meteo: in caso di precipitazioni e vento il corpo umano subisce forti perdite di calore,

Attenzione alla luce e agli occhi! I raggi ultravioletti sono la componente del sole con maggiore contenuto energetico: pur non essendo percepiti dall'occhio umano, sono un importante fattore di rischio per diverse strutture oculari. L'energia assorbita da queste radiazioni innesca una serie di reazioni biologiche che, nel tempo, danneggiano l’occhio. Il pericolo maggiore è dato proprio dalla congiuntivite da ghiacciaio: il dolore compare circa 6-12 ore dopo l'esposizione alla luce, generalmente la notte dopo la gita in montagna, con la sensazione di avere degli spilli che pungono l’occhio, con conseguente fotofobia (intolleranza alla luce). Più si saliamo in quota, più la radiazione ultravioletta è intensa, anche quella diffusa nella nebbia e quella riflessa dalla neve. Il pericolo maggiore è quello di incorrere in una congiuntivite.

Come prevenire? Le ore centrali della giornata (tra le 11 e le 15) sono le più ricche di UV, pertanto sarebbe consigliabile ridurre l'esposizione alla luce in montagna utilizzando cappellini con visiera, che fanno ombra al viso. Ma soprattutto è fondamentale impiegare occhiali da sole di qualità, in grado di filtrare effettivamente le radiazioni nocive. Per contro, occhiali molto scuri che non filtrano gli ultravioletti potrebbero anche essere controproducenti, perché causano una maggiore apertura del diaframma pupillare. Sopra i 4000 m sono in oltre gli occhiali con lenti avvolgenti che giungono a proteggere l'occhio anche lateralmente, senza precludere la visuale. Questa protezione è favorevole anche in caso di tempesta di neve. La lente a specchio ha lo scopo di ridurre la quantità di raggi luminosi che arrivano all'occhio.

A causa della riduzione dello strato d'ozono nell’atmosfera, si prevede che in futuro riceveremo maggiori radiazioni UV, per cui questo tipo di pericolo andrà probabilmente aumentando, in particolare in montagna, a causa della maggior trasparenza dell'aria e per il riverbero della neve e della roccia.

(testo Gabriella Berlanda e Marco Codazzi)