Fotografare l’ambiente innevato


Per la fotografia, la stagione più complicata è sicuramente l’inverno sia per il freddo che per la luminosità dell’ambiente innevato.

Alagna Valsesia - foto Paolo Brignone
Alagna Valsesia - foto Paolo Brignone

In inverno, il problema principale è il freddo che oltre a far esaurire più velocemente la batteria, obbliga il fotografo a vestirsi maggiormente con la conseguenza che i movimenti sono più limitati. Inoltre il tono medio di un paesaggio innevato tende al grigio, facendo sì che le fotografie risultino sottoesposte e con una tonalità azzurrognola preponderante. In inverno bisogna applicare più accorgimenti per avere dei buoni scatti.

Utilizzando la fotocamera compatta il problema dell’esposizione sulla neve è senza dubbio più difficile da risolvere, in quanto le possibilità di intervenire manualmente sui parametri sono molto ridotte. Bisogna però ricordare che alcune di queste fotocamere dispongono di pulsanti che permettono di operare una parziale compensazione del controluce: in pratica, impostando il controluce (o il programma “neve”) la fotocamera sovraespone automaticamente. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di ridurre le possibilità di errore della nostra fotocamera avvicinandoci al soggetto e facendogli riempire quanta più inquadratura possibile. Utilizzando lo zoom, questa operazione sarà facilitata dalla possibilità di restringere il campo sul soggetto senza doverci necessariamente spostare da dove siamo.

Attenzione al freddo: chi vuole fotografare distese innevate e paesaggi imbiancati deve fare attenzione alle esigenze tecniche della ripresa, e deve fare i conti con le condizioni ambientali. Freddo e apparecchi elettronici non vanno d’accordo … sebbene la tecnologia abbia eliminato gran parte dei problemi legati al freddo, perlomeno nelle normali condizioni di freddo climatico (non inferiori ai 10° sotto zero), è necessario prendere delle precauzioni: con il freddo qualsiasi batteria fa più fatica ad erogare corrente, e quelle mezze scariche si esauriscono molto più in fretta, pertanto è necessario verificare di frequente lo stato di carica delle batterie. Quando, invece le temperature scendono sotto i –20° le batterie creano seri problemi; molto dipende dal tipo di alimentazione di cui dispone la vostra fotocamera. Un accorgimento può essere quello di tenere una batteria di scorta in tasca, in modo che rimanga al caldo, mantenendo la carica più a lungo.

Il lampo di schiarita (fill-in flash): nella maggior parte dei casi, il flash integrato nella fotocamera aiuta ad ottenere un’adeguata schiarita delle ombre. Il fill-in flash è utilizzabile in modo molto proficuo anche con le fotocamere compatte: basta impostare preventivamente la modalità flash forzato per ottenere l’emissione del lampo anche in situazioni di luce intensa.

Neve, notte, foto: nelle fotografie notturne la neve non richiede correzioni di esposizione, come di giorno; rimangono valide le solite raccomandazioni di quando si fotografa di notte: treppiedi per garantire immagini nitide e utilizzare lo scatto ritardato per evitare di trasmettere vibrazioni alla macchina fotografica quando si scatta; non usare il flash (a meno di non ricercare effetti particolari) perché rovina l’atmosfera delle immagini; inoltre, in caso di intensa nevicata, può creare un vero e proprio “muro bianco” davanti all’obiettivo.

Attenzione poi alle fonti di luce (magari i lampioni di un paese montano), potrebbero creare flare e infiltrazioni luminose nell’obiettivo se fotografati direttamente. E la loro luce (spesso calda) potrebbe stravolgere i colori così come vengono percepiti dall’occhio umano, pertanto provate le varie impostazioni di bilanciamento del bianco (white balancing) che la vostra macchina fotografica mette a disposizione.

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(testo Gabriella Berlanda - foto paolonet)